Robotica assistiva per anziani: tecnologie che aiutano, non sostituiscono

Feb 27, 2026

Robot assistivi nel socio-sanitario

 

“Dall’Asia agli Stati Uniti irobot entrano nelle case degli anziani non per guarire ma per tenere compagnia. La loro diffusione dice molto sulla carenza di relazioni umane e di servizi di assistenza nelle società contemporanee. (…) I numeri preoccupano famiglie, sistemi sanitari e di welfare e spiegano perché la tecnologia robotica, la sensoristica e l’AI stiano convergendo, sviluppando soluzioni che si muovono lungo due direttrici principali. La prima è il conforto contro la solitudine: dispositivi che parlano, rispondono, salutano, propongono routine quotidiane e creano un senso di presenza. La seconda è il supporto a favore delle forme di demenza”, questo è quello che riporta Linkiesta nell’articolo: La solitudine degli anziani spiega il successo globale dei robot sociali.

Robotica assistiva nelle RSA e nelle cure domiciliari

Nel mondo dell’assistenza ai più anziani, le tecnologie digitali non sono più un’ipotesi futura, ma una realtà che sta giá cambiando il modo di lavorare nelle RSA, nelle case di riposo e nei servizi di cura domiciliari. L’obiettivo non è sostituire l’operatore socio-sanitario, ma liberarlo da compiti routinari o gravosi, per dedicare più tempo alle relazioni umane e alla cura diretta della persona anziana.

Come migliora la qualità dell’assistenza con la robotica assistiva

Per robotica assistiva si intende un insieme di tecnologie — dai robot collaborativi ai sensori intelligenti — che supportano la persona nella mobilità, nella sicurezza e nella comunicazione. In pratica: monitorano parametri fisici in modo continuo, aiutano nelle attività quotidiane (come il movimento o l’igiene), sollevano in modo sicuro, possono segnalare situazioni di rischio (ad es. cadute).

La robotica assistiva non sostituisce la presenza umana: non prende decisioni cliniche autonome, non “sostituisce” l’empatia, l’ascolto o l’esperienza professionale dell’operatore. Aiuta invece a potenziare la qualità dell’assistenza (più sicurezza, più informazioni, meno fatica fisica).

I robot collaborativi, detti cobot, possono aiutare gli operatori nelle attività ripetitive e nel sollevamento dei pazienti, riducendo il rischio di infortuni sul lavoro”, viene spiegato, ancora, nell’approfondimento su automazione e sicurezza nei luoghi di lavoro di INAIL.

Dai uno sguardo ai modelli Nord Europei di welfare technology e assistenza integrata

Robot sociali: compagnia, stimoli, benessere emotivo

Nelle RSA, inoltre, la solitudine è una delle difficoltà più diffuse tra gli anziani. Negli ultimi anni si stanno sperimentando robot sociali capaci di interagire, parlare e proporre piccoli giochi cognitivi e meno sforzo fisico significa maggiore sicurezza e più energie da dedicare alla cura.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei Rapporti su invecchiamento e salute, affronta questo tema e la riflessione che nasce è che l’uso di tecnologie assistive e strumenti robotici nelle strutture per anziani rappresenta una risposta concreta all’aumento della popolazione anziana e alla carenza di personale.

L’ecosistema della cura: dove la tecnologia abilita la continuità.

Anche l’utilizzo dei robot è un esempio di tecnologia come supporto integrato, che ha diverse sfaccettature: in questo modello di assistenza evoluta si integra, come già spiegato in altri contributi, The.0 di Netpolaris – software di gestione sanitaria avanzata, un sistema di cartella clinica elettronica intelligente concepito per essere centrato sul paziente — con la raccolta dati e l’organizzazione delle informazioni sanitarie in modo integrato e facilmente accessibile; connesso interfacciandosi con dispositivi medici e wearables per monitorare dati come ritmo cardiaco, qualità del sonno o attività fisica; utile al team di cura poiché fornisce informazioni strutturate e aggiornate, riducendo errori e tempi di ricerca dei dati.

Questo significa anche poter integrare i dati raccolti automaticamente dai sistemi di robotica assistiva all’interno della storia clinica, rendendo la cura più coerente e informata.
La digitalizzazione sta cambiando il volto delle RSA. Cartelle cliniche elettroniche, sistemi di monitoraggio e piattaforme di comunicazione migliorano il coordinamento tra medici, infermieri e familiari: nelle Linee di indirizzo sulla sanità digitale del Ministero della Salute si legge infatti che “La digitalizzazione nelle RSA migliora la gestione dei dati clinici e facilita la comunicazione tra medici, infermieri e famiglie. L’obiettivo è aumentare la qualità dell’assistenza”.

Richiedi una demo gratuita di The.0

Verso la RSA 4.0: strumenti connessi, cura più coordinata

Con l’avvento di strumenti digitali evoluti come The.0 e l’integrazione di tecnologie di supporto (anche robotiche o basate su sensori intelligenti), si parla sempre più di “RSA 4.0: strutture che utilizzano sistemi connessi per migliorare l’assistenza senza perdere di vista l’elemento umano: la robotica assistiva, se ben integrata, è parte di questo ecosistema. Essa potenzia l’operatore, anziché rimpiazzarlo.

È fondamentale ricordare che, anche se strumenti come The.0 utilizzano funzioni avanzate (alcune integrate con algoritmi e intelligenza artificiale), la responsabilità delle decisioni cliniche rimane sempre nelle mani degli operatori sanitari. La tecnologia può suggerire, evidenziare tendenze o segnalare anomalie nei dati, ma non può sostituire l’esperienza del personale infermieristico e medico, il dialogo con il paziente, le relazioni umane e di cura.

Robotica assistiva: integrazione tecnologica e umana

In questo senso, la robotica assistiva e software come The.0 possono liberare tempo per ciò che è realmente insostituibile: la compassione, la comprensione e l’attenzione personalizzata verso ogni singolo residente.
La tendenza in molte RSA e strutture per anziani è verso un’integrazione responsabile di tecnologia e presenza umana. La robotica assistiva, i sistemi di monitoraggio, e la cartella clinica elettronica avanzata — come quella offerta da The.0 — sono strumenti concreti che consentono un’assistenza più sicura, più tempestiva e più efficace.

L’obiettivo è chiaro: migliorare la qualità della vita delle persone anziane e rendere il lavoro degli operatori più sostenibile, lasciando la tecnologia fare ciò che sa fare bene (raccolta dati, alert tempestivi, monitoraggio continuo) mentre gli operatori continuano a fare ciò che solo un essere umano può fare, prendersi cura.

Scopri di più su come integriamo l’intelligenza artificiale nei nostri software.

Dalila Lattanzi
Freelance
Content Editor

Next up

0